sabato 12 gennaio 2008

La magica impalpabile primavera di Vicenza

Apriamo questo blog partendo dalla storia passata di queste zone venete. Non la storia antica di cui sono piene le ville, i castelli e gli scavi archeologici, ma quella, recente, della battaglia tra l'ottuso e il sognatore, tra il malfidato e il fiducioso, tra il potere dei "poveri dentro" e la "miseria" dei volenterosi che sono "ricchi dentro" per definizione. La storia di "Folletto Service" che va dal 1989 al 1998.

Musica curativa

La musica è curativa e cura la società

Pitagora e il segreto della cornamusa

La leggenda racconta che Pitagora a Crotone ascoltò dei colpi di martello e di maglio che provenivano da una bottega di fabbro,vi entrò e notò che il ferro a seconda della lunghezza produceva suoni diversi,così fabbricò con corde d'acciaio una specie di arpa che misurava il suono a seconda della lunghezza della corda.
Pitagora inventò la musica misurata matematicamente.

Pitagora da grande filosofo che era, notò che una nota suonata con la sua

quarta e quinta ,scaturiva una nenia che dava un senso di leggerezza all'ascoltatore,un suona che ritemprava lo spirito.

Così nacquero strumenti come la cornamusa che adottano dei bordoni cioè tre canne che fanno sempre una nota la sua quarta e quinta,infatti la cornamusa è uno strumento pitagorico.

E' tradizione nordica e gaelica,quando a Natale i greggi scendono a valle ,ascoltare i pastori con le loro cornamuse che con le loro musiche vanno a creare l'atmosfera tipica del Natale.

La dottrina delle armonia delle sfere risale al filosofo greco (Magna Grecia =Sud Italia) Pitagora (570-496a.C.).
Secondo la sua dottrina,il mondo era costituito da armonia e numero:

sia l'anima microcosmica sia l'universo macrocosmico erano strutturati sulla base di rapporti proporzionali ideali,esprimibili con una melodia.

MUSICA e FILOSOFIA

La musica e la filosofia hanno seguito la stessa strada.Mozart ne è un esempio.Nell'opera il "Flauto magico" vengono divulgati principi musicali e filosofici che rappresentano l'animo umano.Tamino protagonista dell'opera è aiutato dal flauto magico che con le sue tre note cambia d'incanto la realtà,mentre nel mondo imperversa la lotta tra la regina della notte che rapresenta le emozioni notturne lunari, contro Sarastro,sacerdote del tempio del sole(massonico) che rappresenta la luce della ragione.Tamino dovrà scegliere tra l'una e l'altro

Tamino sceglierà di entrare nel tempio della ragione e lo faranno entrare tre dee simbolo della Trinità filosofica (Trinità filosofica L'autore di questo testo ha scritto un libro che divulgherò a richiesta).

La musica è curativa ma bisogna sapere come funziona il corpo per autocurarlo con la musica.

Immaginate il corpo come una chitarra a tre corde e sette tasti,ogni corda una nota es. la prima corda DO,la seconda la quarta di do cioè FA e la terza la quinta di do cioè SOL, ad ogni delle tre corde sui sette tasti corrispondono 7 note in totale 21 note che corrisponde

al numero delle lettere dell'alfabeto italiano che è quello con cui è espresso sugli spartiti il linguaggio musicale in tutto il mondo (andante ,veloce ,allegro, piano etc. etc.).Quando parliamo e cantiamo emettiamo delle note,la teoria è che se riusciamo ad accordarci cioè intonare le nostre note, il nostro corpo si riempie di armonia e questa armonia scioglie i nodi che bloccano il libero fluire dell'energia vitale.Cantando si sciolgono nodi energetici che causano i malesseri e questi nodi sono rilevabili con la risonanza magnetica,cantando le note con le quarte e quinte o suonandole i nodi si sciolgono e la salute torna (canta che ti passa)

Pertanto vi lascio immaginare cosa sarebbe il mondo se fossimo tutti accordati cioè intonati,

forse le cose della realtà di tutti i giorni sarebbero tutta un'altra cosa,

o forse tuttaunaltramusica






Ecco le date più interessanti fornite dal mitico Graziano!:

"Queens of the Stone Age" (unica data in Italia!!)
18.02.2008 Estragon di Bologna

"The Cure"
29.02.2008 Palalottomatica di Roma
02.03.2008 Palasharp di Milano

"Joe Bonamassa" (giovane chitarrista rock-blues)
22.03.2008 Fillmore di Cortemaggiore (Pc)

"Van Der Graaf Generator" (unica data in Italia!!)
29.03.2008 Teatro E.Solvay di Rosigano (Li)

"Eels"
07.03.2008 Conservatorio Sala Verdi di Milano
08/03/2008 Auditorium - Parco della Musica di Roma
09/03/2008 Maxlive di Costabissara (Vi)

"Joe Jackson"
16.03.2008 Teatro Smeraldo di Milano
19.03.2008 Auditorium di Roma

"Mark Knopfler" (chitarrista di "Dire Straits")
15.04.2008 Datchforum di Milano
16.04.2008 Palabam di Milano
17.04.2008 Palaonda di Milano
06.06.2008 Palalottomatica di Roma
07.06.2008 BPA Palas di Pesaro
08.06.2008 Villa Manin di Codroipo (Ud)

"James Taylor" (festeggia i 40 anni di carriera!!)
14.04.2008 Teatro Smeraldo di Milano

"Neil Young" (nel suo "Continental tour 2008")
24.02.2008 Teatro degli Arcimboldi di Milano

"Van Morrison" (uniche date per il 2008 con una super band d'eccezione!!)
10.04.2008 Teatro degli Arcimboldi di Milano
11.04.2008 Teatro degli Arcimboldi di Milano

"Bruce Springsteen and the E Street Band"
25.06.2008 Stadio S.Siro di Milano

"The Mars Volta" (unica data in Italia!!)
27.02.2008 Alcatraz di Milano

"Kon"
23.02.2008 Datchforum di Milano

"Smashing Pumpkins"
02.02.2008 Datchforum di Milano
03.02.2008 Palamalagutti di Bologna

"PFM"
15.02.2008 Maxlive di Costabissara (Vi)

"Paolo Fresu, Richard Galliano e Jan Lundgren TRIO" (progetto "Mare Nostrum")
06.06.2008 Maxlive di Costabissara (Vi)

"E.S.T. (Esbjörn Svensson Trio)"
11.04.2008 Maxlive di Costabissara (Vi)


"Joe Satriani"
10.06.2008 Villa Manin di Udine
11.06.2008 TBC di Milano

"Megadeth"
04.03.2008 Alcatraz di Milano
05.03.2008 Palasport di Pordenone

e inoltre:

theJunkdealers in tour:

www.myspace.com/theJunkdealers TOUR very great rock'n'Roll rockabilly 50-60!!-
Sab.19 GENN.08 KANT.MONT.ROCK montekkio.magg.VI H.23~
sab 2 febb h.22 rickiS pub tv.~
Sab.9 febb.Bar Merica acoustic set h.21.30Lugo vi. ~
ven. 22 febb.ore 22.30 Island monkey pub Isola mantegna pd. .~
Ven.7 mar.HOT ROAD CAFE Tv.'h.22~
Sab 8 marzo.Bar astra vi h.19 acoustic set ~
sab.15 marzo disc.La rotonda lusihannah cyty h.22.30~
sab.26 aprile Asolo Tv.~merc.30 apri.la - gabbia ~
giov.1 mag.Ionghoward h.19. bergantino Ro..
stay tuned....

La Musica cura la società

di S.Mauro Apostrofo

Ci sono su libri antichi dei disegni che rappresentano
la Dea Cerere andar per boschi in cerca di erbe curative.
La Dea Cerere sente una musica in lontanaza,
segue da dove proviene e trova Dioniso che stà
suonando il suo flauto a sei canne,
il flauto emette dei suoni di tre note ascendenti e discendenti,
in un lento ritmo danzante. Cerere ammaliata da quel suono
si mette a ballare, Dioniso offre una tazza di vino a Cerere
e il cuore di lei d’improvviso avvampa di vita, un’euforia senza
perché.Cerere si convince che è proprio la cura che cercava
per gli anziani del villaggio, la cura per il cuore triste per la
vecchiaia, che a stento batte annoiato nei magri toraci avvizziti.
Cerere contentissima si mette a ballare a più non posso
e una volta sfinita , invita Dioniso al villaggio per il giorno dopo.
Cerere come al suo solito organizza tutto per bene,
al tramonto arriva Dioniso da est con un otre di vino e il suo
flauto magico, dispensa la bevanda e suona la sua musica,
battendo il ritmo con il piede.Cerere apre le danze seguita
dai giovani che battono le mani e percuotono pietre e legni,
piano piano anche gli anziani si fanno rapire dal suono sognante
e senza che nessuno se ne accorge l’alba spunta ad est e il gallo canta,
ma Dioniso era già andato via, verso ovest al prossimo tramonto
nel prossimo villaggio. Gli abitanti stupefatti si trovarono
esausti ma felici nella piazza del villaggio,
trovarono dov’era Dioniso una pianta di vite.
Da sempre gli uomini aspettano ogni anno il ritorno di Dioniso
da sempre Cerere sa che deve danzare con Dioniso
per rintemprare la terra e la vita.
Ancora oggi se andate a visitarele ville antiche, vedrete statue o affreschi che ritraggono Cerere e Dioniso che danzano.assieme.

Simbologia mitologica: Cerere Dea della fertilità,associata alle messi,

alle piante curative, al segno astrologico della cuspide Vergine/Bilancia.

Dioniso Dio del teatro e del Vino associato, all’edera e alla vite.

Associato al dio Pan, al segno astrologico della cuspide Pesci/Ariete che è

l’opposto della Vergine/Bilancia.

Quando gli opposti danzano insieme si crea l’armonia.(Foto nell'album)

per approfondimenti andate al sito WWW:MEZZANOTA.IT


foto e commenti








La magica impalpabile primavera di Vicenza. (Tratto da "La piccola grande storia di Montecio Rock")

Sto parlando del periodo che va dal 89 al 1998 quando accadde che nel mare adriatico apparve la muccillaggine e cominciai a lavorare assiduamente a Vicenza.
IL Ministero del Turismo, disperato perché i turisti scappavano dalle spiagge infestate, si inventò una mega manifestazione per trasferire nelle città d’arte parte dei turisti stranieri. Vicenza e Verona e Treviso vennero trasformate in palcoscenici.
L’impatto della città di Vicenza con questo vento che portava spettacoli e turisti fu un po’ traumatico in quanto tutto l’apparato burocratico vicentino sonnecchiava come un gatto al sole e d’un tratto si trovò impreparato a subire la fretta organizzativa della realtà economica in fibrillazione. Ricordo che le piazze, con le loro problematiche, furono travolte. Litigi tra apparati burocratici e associazioni di commercianti e operatori culturali stavano facendo impazzire i burocrati impreparati, tanto che ebbero l’esigenza di uscire dai binari soliti nelle gare d'appalto, che in genere erano sempre “protette”e finì che qualcuno “sbagliò” e applicò la legge alla lettera. Così, tra i tre fornitori di servizi chiamati in gara d’appalto per aggiudicarsi l'assitenza tecnica di una serie di spettacoli, chiamarono anche il “Folletto Service”che subito vinse tutte le gare per effettivo costo minore a parità di servizio offerto.
Era inaudito che loschi figuri capelluti, spettinati, vestiti in jeans strappati e maglietta sudata, solcassero i salotti buoni della città fin dentro le chiese e monasteri portando attrezzature tecniche. Molti furono i luoghi come chiese, chiostri, greti del fiume, piazze vescovili e parchi, che divennero, per la prima volta nella loro storia, teatro di eventi e spettacoli. Il “Folletto Service” non si fermava davanti a niente. Ogni ostacolo veniva superato con semplicità imbarazzante per i burocrati pasticcioni e un po’ pigri. Questi infine si resero conto che li stavamo fregando, pur facendogli fare bella figura, perché la loro famosa inefficienza stava diventando efficienza, anzi super efficienza. Gli toccava lavorare sodo per tenere il ritmo, altrimenti venivano scavalcati, tanto che era lo stesso “Folletto Service” a consigliare che burocrati scegliere come interlocutori con l’organizzazione degli eventi.
Il “Folletto Service” conosceva inoltre centinaia di artisti di qualità che non aspettavano altro che essere chiamati e furono chiamati, quasi fosse un miracolo, molti artisti per anni erano stati bellamente ignorati e finalmente si sentirono profeti in patria.
Insomma il “Folletto Service” era anche ispiratore di molti eventi,una ventata di novità che stupiva tutti.
Molti chiedevano come faceva il “Folletto Service”ad essere così efficiente e a basso costo rispetto al mercato. La risposta era semplice: lavorare con passione, come facevano i ragazzi affamati di imparare un lavoro bello, la voglia di avere un lavoro che non ti aliena e non ti sfrutta, fa mettere le ali ai piedi.
In quella situazione così propizia, un “disumano” come me, che può lavorare 48 ore di fila e non perdere nemmeno un colpo, si trovava come un pesce nell'acqua. Uno stato di grazia magico. Capitava spesso che prendessi con me del materiale a caso, senza un perché e poco dopo, durante i montaggi, si presentassero problematiche impreviste che se senza il materiale “fatato”, preso a caso, avrebbero ostacolato il buon fine dei lavori.
Il “Folletto Service” era strutturato in Tecnici e Folletti. I primi non facevano lavori di fatica come scaricare le attrezzature e lasciavano il compito ai Folletti. Poi le cose sono cambiate. Diversi Folletti sono diventati bravi tecnici e allora anche i tecnici hanno dovuto faticare.
Ci sono i musicisti-tecnici che non caricano e non scaricano perché se no si rovinano le mani e hanno ragione (io ho dovuto smettere di suonare pianoforte perché lavorare manualmente con pesi irrigidisce le mani e col cavolo che poi suoni). I musicisti-tecnici hanno sensibilità artistica e capacità tecnica ma alla fine preferiscono suonare e lasciano a noi poveri tecnici l’onore di amplificarli.
E poi ci sono I folletti: sono i ragazzi sfortunati che abitano ai limiti della società che per un motivo o per un altro si trovavano a consolarsi con l’alcool o altro e bazzicano centri sociali e baretti o associazioni che organizzano concerti e teatro, la musica, la loro passione, la politica, la loro utopia. Alcuni vivono con il sogno di diventare artisti, altri di trovare compagni di strada, per tutti il bisogno di guadagnare senza sentirsi prigionieri del lavoro, pertanto tutti disoccupati o sottoccupati in preda alle follie della vita.
Per quello che mi riguarda quelli erano già anni che la morosa mi diceva che ero affetto dalla sindrome di Peter Pan e che il mio lavoro cioè fare “service” per gli spettacoli era un’utopia che mi avrebbe portato al fallimento. Ricordo che anche la sua psicologa mi disse che facevo un lavoro da Peter Pan e che prima o poi avrei avuto a che fare con Capitan Uncino. Intanto la morosa leggeva “donne che amano troppo”, come dire: ”ti sto scaricando, perché ti sto amando troppo. Non meriti il mio troppo amore”.

Di solito se vuoi avere notizia di un evento in preparazione o in svolgimento per la sera stessa che fai? Guardi il giornale no! Ebbene ho cominciato a leggere assiduamente il giornale alla mattina per vedere gli scherzi che mi avrebbe portato la fortuna, come ad esempio ricevere in pieno pomeriggio una telefonata per sapere che mi stavano aspettando per fare il “service” ad un balletto o ad una festa turistica o in una conferenza o ad una messa o una parata militare od ad una conferenza e tante altre possibilità che venivano a crearsi nell’ ambito dell’amministrazione cittadina. Capitava che gli organizzatori semplicemente si erano dimenticati di dirmelo o di confermarmelo e soprattutto di non dirmi nessun particolare tecnico per quello che poteva servire, pertanto ogni mattina dopo un cornetto e un cappuccino aspettando l’arrivo dei ragazzi mi informavo sugli spettacoli ed eventi in genere senza tralasciare nulla, per cercare la trappola che mi avrebbe creato problemi e non vi dico quante ne ho trovate. Come un’aquila scovavo dati sul futuro prossimo venturo e il computer biologico si metteva in moto come un trattore e macinava dati dei ricordi degli anni precedenti per capire quale materiale servisse per una conferenza organizzata dal Comune, simile a quella vista sul giornale per la sera stessa. Ero sicuro che ad una certa ora qualcuno mi avrebbe telefonato chiedendo come mai fossi così in ritardo. Mi è capitato di allertare squadre di uomini e furgoni di materiale solo, perché avevo letto qualcosa e un presentimento mi scavava l’anima e puntualmente la trappola si presentava sotto forma di telefonata pomeridiana da un burocrate imbarazzato per la sua dimenticanza ed inefficienza che mi comunicava che per le nove c’era una tonnellata di attrezzature da preparare. Uno dei traumi peggiori è trovarti in ritardo con lo spettacolo con tutti che ti guardano male. Artisti o pubblico che studiano le tue mosse per vedere se hai finito o no, ed ogni cosa pesava il doppio e ogni connessione di cavo o microfono costava doppia fatica per l’imbarazzo.
Di notte mi sognavo e ancora oggi mi capita di svegliarmi urlando ordini ai ragazzi in situazioni di ritardo avendo sbagliato il conto delle ore di montaggio o sbagliato il numero di persone,o perché qualcuno si dimenticava di avvertire o avvertiva malamente, disorganizzava invece che organizzare.

“Folletto Service” progrediva e lavorava veloce e bene. Era una squadra affiatata che “girava con un sol uomo. Non pareva vero che i folletti fossero così bravi, ma bravi al punto che gli artisti li guardavano stupiti per la velocità, tanti piccoli Flash Gordon in calza maglia che schizzano precisi come lame di samurai, sembrano stupidaggini ma se non c’è sincronia, non c’è nulla, solo caos faticoso.
Se non ci fosse stato il “Folletto Service” metà degli spettacoli di quegli anni non sarebbe stata possibile. Tutto fu possibile per questa sincronia magica che riusciva a tappare buchi organizzativi clamorosi e realizzare al volo ogni idea che scaturiva dall’ esigenza del committente istituzionale.
La sincronia attiva come la chiamo, non è quella che tutti alle 8 vanno al lavoro e ci vuole il doppio del tempo per fare un chilometro di strada,la sincronia non è sincronizzare gli orologi, è sincronizzare la volontà degli uomini,e quella lo puoi fare solo con il convincimento spontaneo che lo si sta facendo per progredire, imparare, essere partecipi di qualcosa di comune, di più grande di giusto, se invece la gente è demotivata non si sforza a sincronizzarsi con gli altri, le cose pesano di più e sono più difficili da fare e ci si impoverisce e si diventa misogini.
Se vuoi vivere nell’era di Capitan Uncino devi avere il pessimismo storico del misogino perfetto che si traduce nelle frasi: “Se non sognate non avrete delusioni”, che in parole povere significa: se non nascete non soffrirete, se non vivi non muori, se non ti alzi non cadi.

Durante i festeggiamenti estivi vicentini arrivammo a cinque squadre con cinque furgoni e camion che producevano fino a 15 spettacoli a settimana di diverse dimensioni, oppure grandi manifestazioni dove vi erano fino a 8 spettacoli contemporanei.
I folletti schizzavano in lungo in largo la provincia con sempre più entusiasmo. I ragazzi progredivano nella bravura anzi facevano a gara. Anch’io nonostante fossi il perno di tutto questo vorticare di spettacoli riuscivo a divertirmi. Ero talmente contento di me, soprattutto quando vedevo che i ragazzi ci mettevano la testa e imparavano velocemente il mestiere,cominciando a responsabilizzarsi, era una vera magia. Ci sono personaggi politici, grandi artisti, vescovi, che sono stati “serviti amplificati e preparati” proprio dai folletti del centro sociale a costo sindacale ma efficienza da super-tecnici. Era l’ora del loro riscatto sociale o almeno all’utopia di esso.
Con questa magia per anni siamo riusciti ad accontentare a prezzi bassissimi, eppur redditizi per tutti, tasse comprese, tutte le richieste anche le più folli dell’apparato burocratico vicentino. Ci ritrovammo sommersi dagli ordini, ma soprattutto potevamo organizzare spettacoli nel giro di pochi giorni e molti ne approfittarono. Ci sono stati parecchie persone che hanno avuto avanzamento di carriera perché usando i nostri servigi super-efficienti sono entrate a far parte del salotto buono. Loro, i folletti, gli scarti della società che fecero funzionare meglio la società, che vittoria! L’umore era a mille ma la politica è una guerra sporca e se qualche briciola di umanità fosse caduta dalle fauci degli squali che approfittarono di quel periodo magico, il “Ya Basta” sarebbe ancora in attività e i folletti ancora spargerebbero magia per la città e magicamente le cose andrebbero meglio.
Infatti il centro sociale e le varie associazioni servivano da nave scuola per i folletti. Avevo istituito una scuola di fonico e tecnico luci. Anche il più somaro alcolizzato aveva la possibilità di riscattarsi. Di solito erano i messi peggio che si aggrappavano alla speranza e ci si arrampicavano con folle determinazione e raggiungevano vette di efficienza impensabili, come tanti fiori che sbocciano prima che arrivasse la gelata arrivista destrorsa che bruciò ogni speranza.
Nessuno aveva compreso questa folle magia oltre a me e i folletti. Tutti mi guardavano anche i miei soci come un folle anche se gli ordini fioccavano e i soldi arrivavano a palate. Tutti ci guardavano male come una specie di affronto. Effettivamente dopo anni ormai sembravamo un po’ consunti dopo centinaia di spettacoli il “Folletto Service” era come una meteora corrosa dal contatto con l’atmosfera e si sbriciolò quando il nuovo sindaco fascista mise piedi sul palco. Ci rendemmo conto che stavamo aprendo le porte al lupo che avrebbe sbranato i folletti e così fu, il centro sociale chiuso a forza, raso al suolo e sparso sale sulle fondamenta come a Cartagine.
E piano piano tutte le feste rock dei vari quartieri anche se appoggiate dai patronati sono state costrette a chiudere o a ridimensionarsi drasticamente proprio per effetto dell'era del lupo di capitan uncino.
Ma anni di duro lavoro hanno dato i suoi numerosi frutti anche se non riconosciuti da nessuno, quando la magia è svanita molti l’hanno rimpianta anche Capitan Uncino e i suoi lupi e stanno pagando i danni di questo inverno sociale troppo lungo.
ms

Nessun commento: